Il Palazzo: un rinnovato tassello
della vita culturale della città

La sede

Nel 2015, Fondazione Monteparma acquista un ampio e prestigioso palazzo, situato nel cuore del centro storico di Parma, sede per oltre un secolo della filiale locale della Banca d’Italia. L’edificio, già presente nelle carte topografiche della fine del ‘500, era noto in passato come Palazzo Pettorelli-Ortalli, dal nome delle famiglie che vi avevano dimorato. Sottoposto ad un attento restauro conservativo durato oltre due anni e volto a ridefinirne la funzione nel rispetto delle sue peculiarità e della sua storia, nel 2018 viene restituito alla città come un rinnovato e fondamentale tassello della sua vita artistica e culturale.
L’elegante immobile oggi è sede della Fondazione, della sua società strumentale Monteparmaservizi Srl e di APE Parma Museo, l’innovativo centro espositivo e culturale di Fondazione Monteparma, all’interno del quale sono permanentemente allestite le sale Museo Amedeo Bocchi e le sale Museo Renato Vernizzi.

Palazzo Pettorelli-Ortalli Parma sede Fondazione Monteparma

La storia del palazzo

Carracci Agostino (1557-1602) Ranuccio I Farnese, 1597-1599

Sul luogo del palazzo, dalle forme rinascimentali e neorinascimentali, in corrispondenza dello spigolo tra gli odierni piazzale Sant’Apollonia e strada Farini, già in epoca medievale sorgeva un importante edificio privato. In seguito, il fabbricato viene probabilmente ampliato verso sud, inglobando una dimora più stretta affacciata su un vicolo cieco, fino a formare un unico ampio palazzo a corte.
La più antica testimonianza della sua esistenza risale ai primissimi anni del XVII secolo, quando la sua pianta si trova raffigurata nella carta topografica della città di Parma di Smeraldo Smeraldi. In epoca ignota la proprietà perviene ai conti Pettorelli, che ne risultano titolari nel 1767. Tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo il palazzo è acquistato dalla ricca famiglia Ortalli. All’ultimo discendente, Mattia, si deve la decorazione di alcuni ambienti del fabbricato datati alla metà del secolo; alla sua morte nel 1889, per sua volontà, il bene passa alla diocesi di Parma.
Pochissimi mesi dopo, la Banca Popolare Cooperativa Parmense acquista l’edificio e lo trasforma nella propria sede, aprendo un nuovo portale d’ingresso su piazzale Sant’Apollonia. Nel 1906, in seguito al fallimento dell’istituto di credito, il palazzo, acquisito inizialmente dalla Cassa di Risparmio di Parma, è comprato dalla Banca d’Italia, intenzionata a destinarlo a propria sede provinciale. I primi lavori di risistemazione consistono nella copertura dell’ampia corte con una vetrata, allo scopo di ricavare il salone per il pubblico, e nella trasformazione di vari ambienti interni in camere blindate.
Tra il 1937 e il 1940 vengono eseguiti nuovi interventi di ristrutturazione, con la demolizione e ricostruzione degli edifici sul retro, il sopralzo di un piano di tutto il palazzo e la sistemazione delle facciate in forme neorinascimentali.
Nel 2015, in seguito alla chiusura della sede parmigiana della Banca d’Italia, Fondazione Monteparma acquista il fabbricato con l’intenzione di trasferirvi la propria sede. Sottoposto ad un attento restauro conservativo durato oltre due anni e volto a ridefinirne la funzione nel rispetto delle sue peculiarità e della sua storia, oggi l’edificio ospita gli uffici della Fondazione e della sua società strumentale Monteparmaservizi Srl ed il centro espositivo e culturale APE Parma Museo nel quale sono stabilmente allestite le sale Museo Amedeo Bocchi e le sale Museo Renato Vernizzi.

Ape Parma Museo

APE Parma Museo è l’innovativo centro espositivo e culturale  ideato e realizzato da Fondazione Monteparma nel cuore della città. Aperto nel giugno 2018, è un luogo capace di accogliere e promuovere le diverse espressioni artistiche e i vari saperi, attraverso iniziative che spaziano da mostre d’arte a presentazioni di libri, da spettacoli teatrali a convegni, da concerti a conferenze. Individuando quale ambito privilegiato d’intervento il Novecento e l’arte contemporanea, APE Parma Museo – con i suoi due piani di spazi espositivi di circa 2000 mq, l’elegante auditorium, le sale polifunzionali e i laboratori didattici – affianca all’attività espositiva una diversificata programmazione culturale in grado di incontrare e stimolare l’interesse dei pubblici più diversi. Da qui, il nome APE, che rimanda all’ importanza vitale dell’omonimo operoso insetto e costituisce anche un vero e proprio manifesto dell’attività del centro, con l’esplicitazione delle tre principali linee d’azione “Arti”, “Performance” ed “Eventi”.
All’interno di APE Parma Museo sono allestite permanentemente le sale Museo Amedeo Bocchi e le sale Museo Renato Vernizzi, destinate ad ospitare in esclusiva e a rotazione le numerose opere dei due pittori di origini parmigiane, dei quali Fondazione Monteparma detiene un’importante collezione. In linea con i più recenti orientamenti della museologia, la produzione artistica di Bocchi e Vernizzi viene valorizzata all’interno degli spazi museali anche attraverso mostre tematiche e con l’esposizione delle loro opere nella sezione antologica.