Internamente le decorazioni furono
eseguite ad abbellimento delle sale del piano nobile (appartamento degli sposi), in due diverse fasi d’intervento.
Il primo databile attorno al secondo decennio del Settecento, riguardò le sale dell’ala Est che furono arricchite con infissi laccati e boiseries ed affrescate tra il 1720 e il 1738 da Sebastiano Galeotti con scene raffiguranti: Allegoria dell’elemento Acqua; Allegoria dell’elemento Terra; le nozze di Giunone e Giove; la caduta di Icaro con coppie di Satiri (Sala di Icaro).

I raffinati stuccatori che collaborarono col Galeotti restano ignoti anche se lo stile è quello di Antonio Ferraboschi e di Carlo Bossi.

A Giovanni Bolla inoltre vengono commissionate nel 1719-20 copie da Ritratti Farnese e Sanvitale e Ritratti Sanvitale dal vero.

Un secondo intervento decorativo, che si compì intorno al 1787 ed interessò
gli ambienti lungo la facciata, vide la collaborazione di importanti artisti tra affrescatori e stuccatori, come Domenico Muzzi, i fratelli Albertolli, il Cousinet ed il Bossi, nella realizzazione del Salone da ballo, della Sala da pranzo e della Sala della musica.
Nelle lunette parietali di uno degli stanzoni che fiancheggiano il corridoio al piano terreno sussistono brani di affreschi decorativi di tipo baglionesco con Tende scostate che mostrano paesaggi e Festoni di frutta e putti, databili agli ultimi decenni del Cinquecento, se non ai primi del Seicento. Di particolare interesse al centro del soffitto nelle stanze al piano terreno sono:
l’Apollo e le Muse concertanti (1564 ca.) di Jacopo Bertoja e Affreschi allegorici della Casa Sanvitale (1719-20 ca.) di Giovanni Bolla e Domenico Aldrovandini.

 






 


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