Gianfranco Pellegrino, Ambiente, cambiamento climatico e generazioni future [Environment, Climate change, and Future Generations]

Il saggio introduce le tematiche di questo numero, soffermandosi in parti- colare sulla rilevanza etica e politica del cambiamento climatico. Dopo una rapida spiegazione dell'effetto serra naturale e artificiale, si ripercorrono le teorie che concepiscono il cambiamento climatico come un problema di giustizia distributiva. Secondo alcuni autori queste teorie non sono suffi- cienti per dare strumenti adeguati, perché il cambiamento climatico rappre- senta un problema etico nuovo, che richiede una strumentazione etica ine- dita. Il saggio approfondisce alcune delle caratteristiche nuove dell'etica del cambiamento climatico, soprattutto in relazione all'impatto che le scelte presenti avranno sulla qualità della vita delle generazioni future.

It is an introduction to the topic of the present issue of "La società degli in- dividui", dealing with the ethical and political relevance of climate change. After a brief account of the greenhouse effect, various approaches to clima- te change as a matter of distributive justice are considered. According to many authors, these approaches are inadequate, because climate change is a new issue, requiring new tools. The paper focusses on some of the new fea- tures of climate ethics, mainly in connection with the effects that our pre- sent choices may have on the quality of life of future generations.

Raffaele Bifulco, Nucleare e responsabilità intergenerazionale [Nuclear Energy and Intergenerational Responsibility]

Il saggio analizza l'impatto che l'energia nucleare può avere sulla relazione fra riscaldamento terrestre e generazioni future, sulla base delle prese di po- sizione degli organismi internazionali di regolazione del settore nucleare. Da un lato, l'energia nucleare viene vista da alcuni come contributi alla lot- ta al cambiamento climatico, dall'altro esso avrebbe impatti problematici sulle generazioni future: l'articolo illustra questo dilemma, puntando l'at- tenzione soprattutto sulla questione delle scorie e sulla tutela giuridica delle generazioni future. Inoltre, l'autore considera anche la questione dell'ener- gia nucleare dal punto di vista della sua valutazione complessiva, sotto- lineando la necessità di una discussione ampia – che è mancata nel nostro paese.

This article deals with the relationship among nuclear energy, global warming and future generation, with a focus on international legislative provisions about nuclear energy. On one hand, nuclear-based energy supply is regarded as a positive contribution to the mitigation of climate change; on the other hand, the negative effects of this kind of industry on future ge- nerations are object of a wide concern. The essay considers this issue, focusing mainly on the legal protection of future generations and the disposal of nuclear wastes. As to the general impact of nuclear energy, the need of a wide debate is emphasized.

Dale Jamieson, Le sfide morali e politiche del cambiamento climatico [The Moral and Political Challenges of Climate Change]

Il cambiamento climatico globale pone sfide senza precedenti ai nostri mo- di di concepire la morale e la politica. Siamo abituati a vedere un problema morale in situazioni in cui un individuo chiaramente identificabile inten- zionalmente ne danneggi un altro, a sua volta chiaramente identificabile; e in cui sia gli individui coinvolti, che il danno in questione, stiano fra loro in una relazione spazio-temporale di vicinanza. Il cambiamento climatico glo- bale danneggerà senz'altro milioni di persone, ma secondo modalità com- pletamente diverse da queste. Dal punto di vista politico, d'altro canto, l'in- trattabilità del fenomeno è dovuta al fatto che siamo abituati a prendere de- cisioni pubbliche in base a preferenze momentanee, piuttosto che interessi a lungo termine e valori condivisi. Per affrontare il cambiamento climatico globale abbiamo dunque bisogno di riformare sia i nostri modi di concepire la problematicità morale, che il nostro stile di deliberazione politica. Per fare questo, è necessario partire dagli individui: fornendo una visione ideale di che tipo di carattere sia più adatto per vivere in un mondo globalizzato e altamente interconnesso come il nostro.

Global climate change poses unprecedented challenges to our moral and political systems. We are used to see a situation as morally problematic when a clearly identifiable individual intentionally damages another, her- self clearly identifiable; and when these individuals, as well as the damage done, are close in space and time. Global climate change will certainly da- mage millions of people, but will do so in ways quite different from that. From the political point of view, the intractability of the problem is due to our often taking public decisions based on transitory preferences, rather than long-term interests and shared values. In order to face global climate change, we thus need to reform both our ways of conceiving moral pro- blems, and our style of political deliberation. To do so, we must begin from individuals: providing an ideal of character for what is required to live in a highly interconnected, globalized world.

Tim Mulgan, Teoria etica e intuizioni in un mondo in frantumi [Theory and Intuition in a Broken World]

Il cambiamento climatico presenta caratteristiche inedite che mettono in di- scussione il pensiero morale cui siamo abituati. In questo saggio, si rico- struiscono le modifiche che sarebbero necessarie per pensare le questioni morali poste dalla prospettiva di un mondo che subisca gli effetti del cam- biamento climatico: si potrebbe trattare di un mondo in frantumi, dove non ci sono più le condizioni minime di benessere, e le nozioni cui siamo abi- tuati – come certi diritti o l'ideale dell'eguaglianza – non valgono più e debbono venire sostituite da una nuova etica, che non potrà più affidarsi a intuizioni morali, per quanto solide e radicate.

Climate change has new features that challenge our standard ethical thought. In this paper, the changes that are needed to deal with the moral is- sues raised in a world affected by the consequences of climate change are outlined. A climate-change-affected world might be a broken world, where no favorable conditions hold and notions which we were used to – such as rights or the ideal of equality – are no longer valid and should be replaced with a new ethic. No appeal to entrenched moral intuitions will work in such a new world.

Marcello Di Paola, Le virtù ambientali e il paradigma del giardino [En- vironmental Virtues and the Garden]

Il saggio difende l'idea che i contesti più congeniali allo sviluppo ed e- sercizio di un carattere virtuoso dal punto di vista ambientale siano i giar- dini – e il modo migliore per sviluppare ed esercitare tale carattere sia con- servare specie botaniche, coltivandone esemplari con le proprie mani. La coltivazione di un giardino permette, e richiede, una certa comprensione e accettazione di importanti dimensioni del rapporto uomo-natura, le quali innescano comportamenti positivi che, consolidandosi nel tempo attraverso abitudine e riflessione, diventano veri e propri tratti caratteriali virtuosi. Le virtù sviluppate ed esercitate in giardino contribuiranno in modo decisivo alla buona riuscita dei nostri futuri sforzi verso la sostenibilità, perché avranno un prezioso aspetto operativo, assente dalle virtù ambientali tipi- camente contemplative che l'individuo può invece sviluppare ed esercitare in aree naturali non umanizzate.

The paper argues that gardens are contexts obviously congenial to the de- velopment and exercise of a virtuous environmental character, and the practice most conducive to such objective is that of conserving botanical species in them, cultivating specimens with one's own two hands. Garden practices enable and require a certain understanding and acceptance of a number of crucial dimension of the man-nature relationship, triggering re- current positive environmental behavior that, through reflective habituation, eventually solidifies into environmentally virtuous character traits. The virtues developed and exercised in gardens will greatly contribute to our future efforts towards sustainability, for they will possess a precious operative dimension, absent from the typically contemplative virtues that an individual can instead develop and exercise in non- humanized natural areas.

Stefano Petrucciani, Theodor W. Adorno e la crisi dell'individuo [Theo- dor W. Adorno and the Crisis of the Individual]

La questione della decadenza dell'individuo, o addirittura della sua liquida- zione nella società di massa, è un tema centrale della teoria critica della so- cietà di Adorno e Horkheimer, sviluppato non solo nella Dialettica dell'il- luminismo, ma anche in molti testi di Adorno e negli importanti scritti pub- blicati ora in italiano. Il problema che emerge da tali testi è: mentre la teo- ria adorniana insiste fortemente sul tema della decadenza dell'individuo, la teoria sociale contemporanea sembra invece a prima vista andare in una di- rezione opposta. Oggi molti scienziati sociali, come per esempio Zygmunt Bauman, descrivono la società contemporanea come caratterizzata da cre- scenti processi di individualizzazione. Nasce dunque la domanda: chi ha ra- gione? I teorici della obsolescenza dell'individuo o quelli della crescente individualizzazione? Il testo cerca, ripartendo da Adorno, di svolgere qual- che considerazione su questo tema.

The question of the decline, if not the actual elimination of the individual in a mass society is one of the central themes of Adorno's and Horkheimer's critical theory of society. It is developed not only in the Dialectic of En- lightenment, but also in many of Adorno's writings, as well as in important notes that have recently been published (Th. W. Adorno, La crisi dell'indi- viduo, a cura di Italo Testa, Diabasis, Reggio Emilia 2010). The problem that emerges from these writings is this: while Adorno's theory insists strongly on the theme of the decline of the individual, contemporary social theory seems at first sight to be going in the opposite direction. Today ma- ny social scientists like, for example, Zygmunt Bauman describe contem- porary society as becoming increasingly individualized. And so the ques- tion the paper wants to ask is this: who is right? The theoreticians of the obsolescence of the individual or those of increasing individualization? The paper tries, starting from Adorno, to offer some reflections on this subject.

Alessandro Bellan, Il doppio movimento dell'individualità. Adorno, l'in- dividuo e le cose [Individuality's Double Movement. Adorno, the Indivi- dual and the Things ]

Il saggio prende in considerazione il nesso istituito da Adorno fra la crisi dell'individuo e il suo tentativo di salvare la metafisica attraverso un rap- porto rinnovato con le cose, ripensando poi il significato etico della pato- logia sociale dell'individualità. Una 'salvezza' dell'individuale, nell'epoca della sua liquidazione, può essere ancora proposta, nei termini di Adorno, solo se si supera la falsa alternativa fra un individuo pensato come spazio intersoggettivo delle ragioni e un'individualità ripiegata monologicamente su se stessa attraverso una rinnovata antropologia, etica e critica insieme.
Starting from a close examination of the relationship between Adorno's critical argument about the individuality and his metacriticism of know- ledge, the paper takes into account the connection between the crisis of the individual and the Adornian attempt to save metaphysics thanks to a re- newed relationship with things. Further on, the paper re-examines the ethi- cal significance of the social pathology of individuality: in the age of the individual's liquidation, an ethical 'salvation' of the individual makes sen- se, in Adorno's terms, only if it sublates the false dichotomy between indi- viduality conceived as mere intersubjectival space of reasons and a mo- nologically self-withdrawed individuality, by means of a renewed anthro- pology, both ethical and critical.

Stefano Giacchetti Ludovisi, La decostruzione della soggettività in Adorno e Nietzsche [The Deconstruction of Subjectivity by Adorno and Nietzsche]

L'articolo presenta un'analisi comparativa tra le posizioni di Adorno e Nietzsche riguardo al ruolo della soggettività. Se da un lato è possibile ri- levare l'affinità di percorso dei due autori nel criticare la soggettività 'costi- tutiva' quale risultato di un processo storico di identificazione operato dalla razionalità, allo stesso tempo si evidenziano le differenze delle due prospet- tive in merito alle conclusioni raggiunte da tale critica. Il processo di disso- luzione della soggettività sostenuto da Nietzsche è in parte respinto da Adorno sulla base del rifiuto di identificare un principio formato sulle pas- sioni. La critica sociale di Adorno lo porta a rifiutare l'affermazione di un principio di piacere ormai ridotto alla sua versione reificata. La critica della soggettività borghese conduce Adorno all'affermazione di quello che può essere definito un 'oltre-borghese': una forma di soggettività non costituti- va che rispetti il non-identico.

This article develops a comparative analysis between Adorno's and Niet- zsche's positions in regards to the role of subjectivity. If, on one hand, it is possible to ascertain the affinity of the path followed by these two authors in criticizing 'constitutive' subjectivity as the result of a historical process of identification made by rationality, on the other hand the differences among the two perspectives regarding the conclusions achieved by such critique are remarked. The process of dissolution of subjectivity sustained by Nietzsche is, in fact, in part rejected by Adorno on the basis of a refusal of identifying a principle grounded on passions. Adorno's social critique leads him to the refusal of affirming a principle of pleasure, which is by now reduced to its reified version. The critique of the bourgeois subjecti- vity leads Adorno to the affirmation of what could be defined as 'over- bourgeois'; a form of non-constitutive subjectivity which respects non- identity.

Gian Luca Barbieri, L'identità e il pensiero al tempo dell'sms [The Iden- tity and the Thought in sms's Times]

Il saggio analizza il modo in cui l'uso dell'sms favorisce una modalità di pseudo-attivazione del pensiero che ha ricadute sulle rappresentazioni di sé, dell'altro e delle relazioni tra sé e l'altro. In quanto «tecnologia del sé» (Foucault), il telefonino orienta e modifica il pensiero in una direzione nar- cisistica e autocentrata per cui gran parte delle comunicazioni ha una rica- duta autoreferenziale e la persona con cui ci si relaziona è ridotta a oggetto- Sé (Kohut) con funzione speculare di conferma dell'immagine che il sog- getto ha di se stesso. Il risultato è la creazione di pseudo-pensieri e una mentalizzazione di superficie che porta spesso a un'identificazione fusiona- le con l'altro, non riconosciuto come effettivamente altro da sé. Si realizza- no quelle «identificazioni solide» di cui parla Recalcati che si connettono all'abolizione dell'inconscio da lui riscontrata nella nostra epoca.

This essay analyzes how the use of sms can support a pseudo-activation of thoughts that influences the representations of himself, of the others and of the relations between himself and the others. As «technology of the self» (Foucault), the mobile phone directs and changes the thoughts in a narcis- sistic and self-centred direction. So most of the communications are self-re- ferential and the relations of the person are realized with an object-Self (Kohut), which has a like-mirror function that confirms the image of the su- bject. As a result we have pseudo-thoughts and a superficial mentalization that often creates a fusional identification with the others, who aren't consi- dered as really others from himself. So are realized the «solid identifica- tions», explained by Recalcati, that are linked to the concept of suppression of the unconsciuos in our time.

Vincenzo Sorrentino, Genealogia dei confini, costituzione del soggetto ed etica della cura [Boundaries's Genealogy, Subjects's Constitution and Ethics of Care]

L'articolo propone alcune considerazioni sull'etica della cura di Joan Tron- to, soprattutto a partire dal suo libro Confini morali. Nella prima parte si cerca di evidenziare il contributo che gli studi di Foucault possono fornire al pensiero di Tronto; nella seconda si tenta, invece, di mettere a fuoco quelli che appaiono i punti di forza e i limiti dell'etica della cura di Tronto, soprattutto in riferimento alla sua valenza critica e al suo rapporto con la teoria democratica.

The article presents some considerations on Joan Tronto ethics of care, and especially on his book Moral Boundaries. The first part of the article at- tempts to highlight the contribution that Foucault's studies may provide to the thought of Tronto; the second tries, instead, to focus on those that ap- pear the strengths and limitations of Tronto's ethics of care, particularly in relation to its critical value and its relation to democratic theory.