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Rosa M. Calcaterra, John Dewey e la fede laica [John Dewey and the lay faith]
Lo sfondo religioso del pensiero di John Dewey ha una forte incidenza sulla sua concezione della democrazia, la quale tuttavia prevede espressamente l’affrancamento dalle credenze nel soprannaturale. Il carattere ‘quasi-religioso’che egli assegna agli ideali democratici è un’espressione peculiare di un ‘naturalismo umanistico’ che valorizza la capacità immaginativa e la conoscenza scientifica, quali strumenti basilari per sviluppare le migliori possibilità umane, prescindendo dall’individualismo e da ogni forma di dogmatismo. La complessità del pensiero deweyano, delle sue fonti di ispirazione così come delle sue istanze più originali, sembra offrire sufficienti motivi tanto per mitigare i rischi di un incauto scientismo quanto per lasciare spazio a un ulteriore approfondimento del problema delle credenze religiose, problema che, nel nostro tempo, appare tutt’altro che secondario.
The religious background of Dewey’s thought strongly affects his idea of democracy, although his view is proposed as completely independent from supernatural beliefs. Dewey expresses the peculiarity of his ‘naturalistic humanism’, both giving a nearly religious value to democratic ideals and emphasizing imagination ability together with scientific knowledge. In fact he considers imagination and science as basic tools to develop our best resources, apart from individualistic and dogmatic degeneration. The complexity of Deweyan thought, arising from his sources of inspiration and his originality, on one hand offers solid arguments against an extreme scientism and on the other leaves room for some reflections about the problem of religious beliefs, which appears as a primary issue in our time.
Davide Zordan, Ma cosa vedono gli ‘occhi della fede’? Considerazioni sulla dimensione immaginativa del credere [What do the ‘eyes of the faith’ see? Reflections on the imaginative dimension of the faith]
Riflettere sulla natura del credere tenendo conto della globalità dell’umano e dell’attività immaginativa della coscienza non è mai stato un compito facile per la teologia. Oggi come ieri essa preferisce, di norma, affidarsi a criteri apologetici più rassicuranti. Tuttavia è possibile individuare, nell’antica e inconsueta metafora degli ‘occhi della fede’, una modalità unitaria di comprensione della fede fondata su un implicito riferimento alla tensione fra vedere e immaginare, che renda possibile il credere come atto pienamente umano. I tentativi di Pierre Rousselot e di John H. Newman di reintrodurre questi temi nella teologia cattolica moderna meritano attenta considerazione. Essi offrono elementi ancora validi per l’autocomprensione dei credenti e per rendere ragione della persistenza delle fedi in una società secolarizzata.
It has never been easy for theology to think about the nature of faith taking into account the human in all its aspects and the imaginative activity of the conscience. Today as always, theology prefers in general to rely on apologetic criteria that are more reassuring. Nevertheless it is possible to find in the old, yet rarely used metaphor of the ‘eyes of faith’ a unifying modality of understanding faith as based on an implicit reference to the tension between seeing and imagining, which makes the act of believing possible as a fully human act. The attempts by Pierre Rousselot and John H. Newman to reintroduce these topics into modern Catholic theology are worthy of close consideration. They offer various elements that are still valid for the self-understanding of believers and for reflection on the persistence of faith in a secularised society.
Fabio Rossi, Filosofia della religione, religione e religioni [Philosophy of religion, religion, and religions]
A partire da una rapida presentazione del modo in cui oggi si configura il fenomeno religioso, e da un’altrettanto rapida enucleazione delle ‘sfide’ che oggi si moltiplicano al modo tradizionalmente scientifico di studiare la religione, il saggio intende considerare i problemi, i mutamenti, le nuove prospettive che tali sfide hanno imposto e impongono non solo alle scienze delle religioni e alla teologia ma soprattutto alla filosofia della religione.
This essay presents the changes on religion and the ‘challenges’ to the various disciplines dealing with the religious phenomenon brought about by the globalisation process. It then examines the issues, the changes and the new perspectives that have been emerging not only within Religion Science and Theology, but also, and principally, within the Philosophy of Religion.
Giampiero Comolli, Meditazione e risacralizzazione del corpo [Meditation and resacralisation of the body]
Tutti i movimenti spirituali che sembrano oggi riscuotere successo nella nostra società prevedono un coinvolgimento della corporeità, propongono una risacralizzazione del corpo. Fra questi nuovi movimenti sono emersi ormai da anni con una certa forza quelli di derivazione orientale, che propongono la pratica della meditazione quale via salvifica e per il corpo e per la mente. La meditazione, infatti, lungi dall’essere un’attività eminentemente riflessiva, si presenta sempre come una pratica esperienziale totalizzante, che implica un coinvolgimento pieno non solo della mente, ma anche dell’emotività e della corporeità.
All successful spiritual movements in contemporary society involve the body
and indeed aim to resacralise it. Among these movements, those of eastern
origin have enjoyed a powerful presence for a number of years, offering the
practice of meditation both as the way to salvation and for the body and
mind. Indeed meditation, far from being a predominantly reflexive activity,
has always been an all-engaging experiential practice, which means the full
involvement not just of the mind, but also of the emotions and the body.
Gian Luca Sanna, John Dewey e la lettura fenomenologica di una soggettività drammatica [John Dewey: a phenomenological reading of dramatic selfhood]
L’articolo assume come sfondo specifico le dinamiche della relazione uomo-natura in John Dewey, cercando di ricostruire in chiave drammatica il problema della personalità individuale. Attraverso l’utilizzo di un metodo di tipo fenomenologico, vengono messe in luce le tappe che conducono l’individuo a un processo di realizzazione etica di sé. Particolare risalto viene dato al dramma che il soggetto vive nella scelta razionale dei valori. Dramma che induce il filosofo americano a trovare nell’etica lo sviluppo finale della logica. Questa svolta muove l’intero processo della soggettività sul piano della responsabilità. Una responsabilità drammatica e rischiosa, che costituisce l’unica via che il soggetto può percorrere se aspira a qualificare la realtà in cui si trova inscindibilmente incarnato in modo intelligente, personale e creativo.
The aim of this paper is to focus on dynamics of relationship man-nature in John Dewey, trying to reconstruct in a dramatic key the problem of selfhood. Through use of a phenomenological method, it is pointed out which steps lead individual to a process of ethical self-realization. It is given great care to the drama that subject lives in his rational choice of values. It lead the American philosopher to find in ethics the final development of logic. This turning-point moves the whole individual course to a level of responsibility. It is both dramatic and risky and it is for subject only way to define his reality by intelligence, personality, and creativity.
Emmanuel Renault, L’individualità come categoria critica [Individuality as a critical concept]
L’articolo ricostruisce la tradizione della teoria critica nella quale il concetto di individualità ricopre un ruolo centrale. Questo concetto è cruciale già in Marx, sia per la sua antropologia, sia per la sua teoria sociale e il suo retroterra normativo. La posizione centrale dell’individualità diviene più esplicita in Adorno, che ne intreccia aspetti critici e utopici. Infine, è indubbia l’appartenenza di Honneth a questa tradizione, che egli si propone di attualizzare in prospettiva socio-psicologica, tenendo nel debito conto le trasformazioni del capitalismo contemporaneo.
This article reconstructs a tradition of critical theory in which the very notion of individuality plays a central role. Already in Marx, the notion of individuality is crucial in the anthropology, as well as in the social theory and in the normative background. The centrality of individuality becomes more explicit in Adorno, as well as its intertwined critical and utopian aspects. There is no doubt that Honneth belongs to this tradition and tries to actualise it from a socio-psychological point of view and with due consideration to the contemporary transformations of capitalism. |