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La prima metà
del XIX secolo è forse il periodo della storia musicale di Parma
che più ha attirato l'attenzione di storici musicali e cultori
di storia locale, con la costruzione del Nuovo Teatro Ducale (lattuale
Regio), l'istituzione della Scuola di musica (lattuale Conservatorio
Arrigo Boito), la presenza di Paganini, i primi passi del
giovane Verdi all'inizio della carriera. Ma altri aspetti di quell'epoca,
certo meno appariscenti, ancora attendono un adeguato approfondimento.
Fra quelli, l'attività musicale in ambiente aristocratico e di
corte è certamente il più rilevante, essendo testimonianza
vivente di una pratica diffusa le cui radici non si fatica a ritrovare
nelle corti europee fin dal medioevo. Per questa ragione, se l'argomento
centrale del libro è la musica alla corte di Maria Luigia, la trattazione
parte da lontano, dall'Europa centrale del Quattrocento, dove Massimiliano
I d'Asburgo - antenato di Maria Luigia - istituiva una struttura stabile
all'interno della propria corte per svolgere i compiti legati alla produzione
ed esecuzione musicale. L'esempio dell'imperatore Massimiliano, qui scelto
non a caso per la parentela che lo legava alla duchessa di Parma, è
stato dunque un buon punto di partenza per tentare un quadro dell'evoluzione
della musica, nei suoi vari aspetti, all'interno del mondo aristocratico
fino alla prima metà dell'Ottocento, quando Maria Luigia portava
nel ducato una tradizione, un gusto e una consuetudine musicale appresi
nella nativa Vienna e poi maturati a Parigi, durante la parentesi imperiale.
Per questa ragione, presso la corte ducale la musica non fu solo un'attività
spettacolare verso la quale i nobili invitati facevano da spettatori;
ma fu anche l'occasione di una partecipazione attiva da parte degli ospiti
e degli invitati, spesso e volentieri interpreti ed esecutori in prima
persona, sia pure a livello dilettantesco. La corte di Maria Luigia d'Austria,
nel trentennio del suo ducato parmigiano, costituisce dunque la testimonianza
di un gusto e una pratica europee trapiantate nelle nostre terre. Di tutto
ciò sopravvive per nostra fortuna lo splendido archivio musicale
della duchessa conservato dalla Sezione musicale della Biblioteca Palatina
presso il Conservatorio di musica. Donato nel 1850 dallarciduca
Leopoldo dAsburgo-Lorena, erede della duchessa, larchivio
ci è pervenuto nella sua integrità. Esso documenta tutto
il percorso culturale di Maria Luigia, dagli anni della sua formazione
a Parigi, dove ebbe per maestro il compositore parmigiano Ferdinando Paër,
a tutto il periodo ducale. Maria Luigia aggiornava sistematicamente il
suo archivio di musica, curandone personalmente gli acquisti che venivano
effettuati sia in grandi capitali delleditoria e del commercio musicale,
Parigi e Vienna, sia nel più modesto centro di Parma dove tuttavia
ferveva uninaspettata vivacità musicale: "pel servigio
di Sua Maestà" - che è il titolo del libro - era allora
la formula amministrativa che giustificava le spese compiute direttamente
per conto della duchessa, come erano quelle per l'acquisto della musica
a Parma e all'estero. Il libro - curato da Marco Capra - è il frutto
di una ricerca a più mani svolta da studiosi legati all'Istituto
di Musicologia dellUniversità di Parma, dove insegnano o
dove hanno compiuto i loro studi. La struttura dell'opera comprende un
saggio iniziale in cui Gian Paolo Minardi tratteggia la figura di Maria
Luigia in rapporto alla sua disposizione musicale; quindi un saggio di
Marco Capra che delinea l'evoluzione della musica nelle corti europee
dal medioevo all'Ottocento; una ricerca di Michela Martinelli centrata
in modo specifico sull'attività musicale alla corte parmense; e
infine un saggio di Raffaella Nardella sull'archivio musicale della duchessa.
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