Paola Marchetti, Andrea Francesco Fiore
San Francesco del Prato in Parma
con un inserto di Marco Pellegri "Storia e destino delle opere d'arte di S.Francesco" Parma, dicembre 1988.

Lo studio di Andrea Francesco Fiore e Paola Marchetti porta alla riscoperta di uno dei più importanti monumenti della nostra città, la chiesa gotica e il convento di San Francesco del Prato, rimasti per decenni fuori dal giro turistico di Parma perché adibiti a carcere, ma in futuro sede di parte dell'Università cittadina.
Sorto tra il XII e il XIII secolo, il complesso di San Francesco riveste un ruolo non secondario come luogo straordinario di spiritualità, ed è perfettamente inserito nella complessa geografia monumentale delle chiese della città, con precisi collegamenti con il Duomo di Parma.
La ricerca degli autori riporta alla luce, attraverso una lineare e precisa analisi matematica, geografica e cosmologica delle piante e delle architetture della chiesa, le simbologie e
i significati profondi che questo complesso monumentale, di primaria importanza, riveste nella storia e nella vita della città.
Riaffiorano così antiche concezioni, con l'uomo al centro di armonie universali e terrene, che il tempo ha sepolto ma che il monumento continua a testimoniare con la sua presenza, come luogo concreto di preghiera e contemplazione. Un monumento restituito agli italiani, liberato dalle catene della sua destinazione a carcere, costruito a cavallo di due secoli che hanno visto dilagare, tra l’altro, l’eresia di Segalello, bruciato il 18 luglio 1300 in Piazza Ghiaia dopo la condanna, e la guerra contro Federico II, battuto presso Vittoria dai parmigiani il 18 febbraio del 1248.

 

 

 


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