le Origini e la storia

1488 anno di fondazione
Il Beato Bernardino da Feltre, dopo anni di predicazione, fonda a Parma il 27 gennaio 1488 il Monte di Pietà di Parma (il decreto di conferma è del Duca di Milano Gian Galeazzo Sforza) per contrastare la dilagante povertà e venire in aiuto alle classi povere della città, rassegnate alla violenza dei soldati di ventura al soldo di Ludovico il Moro che aveva lottato contro Pier Maria Rossi, accusato di tradimento per essere rimasto fedele alla vedova di Galeazzo Maria Sforza. Per combattere la fame, riavviare l'attività economica e le opere di carità, frate Bernardino da Feltre, dell'ordine dei Minori Osservanti, istituisce il "denarino", il tasso di sconto minimo che serve soprattutto a contrastare il dilagante fenomeno dell'usura.

1492-1505 apertura di due nuovi banchi
Il Monte di Pietà è "un organismo sano ed efficiente" e per continuare a svolgere le finalità economiche e sociali per cui era nato, sente la necessità di aprire, nell'anno della scoperta dell'America, un secondo banco vicino a Piazza Grande. La solidità finanziaria dell'istituto consentiva di stimolare l'attività economica ma anche di appoggiare iniziative nel campo della carità. Un terzo banco verrà aperto nel 1505. L'attività bancaria servirà in seguito a finanziare progetti e attività dei Farnese prima e dei Borboni nei secoli a seguire, resistendo a guerre e carestie e all'invasione napoleonica.

1913 nascita della sezione bancaria
Nel 1910 il Consiglio delibera di istituire a Parma "una Sezione di Credito del Monte di Pietà e nomina una Commissione la quale abbia a studiare e proporre le modalità e l'inizio del suo funzionamento", ma solo nel 1913 si superarono le difficoltà e si diede vita all'antico programma di frate Bernardino da Feltre con l'istituzione di un esercizio bancario, la Banca del Monte di Pietà, con prestiti a interesse molto modesto ma tale da garantire i mezzi economici per continuare a perseguire i fini umanitari proposti.

1925-1970 sviluppo e nuova denominazione di Banca del Monte di Parma - Monte di Credito su Pegno
Il Monte di Pietà di Parma, classificato di prima categoria con R.D. del 4 gennaio 1925, facente parte della Federazione delle Casse di Risparmio e dei Monti di Credito di prima categoria dell'Emilia e della Romagna, ha assunto la nuova denominazione di Banca del Monte di Parma - Monte di Credito su Pegno con Decreto Ministeriale del 13 novembre 1970. Con tale denominazione svolge il suo ruolo di istituto di credito avvalendosi all’epoca di una rete di tredici sportelli (una sede centrale più dodici agenzie operanti in città e provincia), oltre a proseguire la tradizionale attività della Sezione Pegno.

1970-1974 costruzione della nuova sede centrale della Banca
Negli anni dal 1970 al 1974 un nuovo edificio prende il posto della vecchia sede centrale, sita sempre tra via Cavour e piazzale Battisti.
Tra i progettisti si annoverano Gio Ponti, Gugliemo Lusignoli e Pierluigi Nervi.
A distanza di trent’anni l’edificio rimane una delle opere d’architettura moderna di maggior pregio della Città.


1978 acquisto di Palazzo Sanvitale, attuale sede di Banca Monte Parma e della Fondazione Monte di Parma
La Banca del Monte di Parma acquista dall'Istituto delle Figlie della Croce il palazzo già di proprietà della famiglia Sanvitale, lo restaura e lo destina a sua sede centrale. E' uno dei palazzi storici più prestigiosi della città. Già sede in anni lontani del governo cittadino e luogo di cultura, Palazzo Sanvitale radica ancora di più la Banca alla storia della città.

1991 Nascita della Fondazione Monte di Parma e di Banca Monte Parma S.p.A.
Il giorno 12 ottobre 1991, viene costituita, ai sensi della Legge 218/90 (Legge Amato), la Fondazione Monte di Parma con scorporo dell'attività bancaria che prosegue con la controllata Banca Monte Parma S.p.A.

Da questa data Fondazione e Banca operano in piena autonomia, ciascuna nel
proprio ambito di competenze, pur mantenendo il legame di "partecipazione"
e la comune vocazione al servizio di Parma e del suo territorio.

Ulteriori informazioni sulla Banca e sulla sua evoluzione sono reperibili nel sito:

www.monteparma.it

2000 Nuovo Statuto e nuovi Organi della Fondazione
La Fondazione, in ottemperanza alla L. 461/98 (Ciampi), al relativo D. Leg. 153/99 ed alle successive disposizioni, nel mese di luglio adotta il nuovo Statuto e, a dicembre insedia, per la prima volta nella sua storia, il Consiglio Generale, organo di indirizzo, composto da nove membri designati dal Comune di Parma (due), dalla Provincia di Parma (due), dalla Camera di Commercio di Parma (due), dai Vescovi delle Diocesi di Parma e Fidenza (1), dall’Università di Parma (1) e dalle Associazioni di Volontariato (1). In seguito, nei primi mesi del 2001, il Consiglio Generale procede alla nomina dei nuovi membri del Consiglio di Amministrazione e del Collegio dei Revisori.

2001 Nuovo processo di riforma in vista per la Fondazione

La Fondazione, a novembre, approva il Regolamento per il perseguimento degli scopi statutari. A fine dicembre l’art. 11 della Legge Finanziaria 2002 definisce una serie di modifiche importanti al decreto legislativo 153/99 che per le Fondazioni determineranno, una volta completato l'iter legislativo, la ripresa del processo di riforma (elezione nuovi Organi, adozione nuovo Statuto e nuovo Regolamento).

2002 – Nasce la Monte Università Parma Editore
Le Fondazioni bancarie attraversano una serie di incertezzenormative a seguito dei ricorsi presentati, tramite l’ACRI, avverso i provvedimenti attuativi dell’art. 11 della Legge Finanziaria 2002. Ciò nonostante la Fondazione Monte continua ad operare a favore dello sviluppo del Territorio, con erogazioni approvate per oltre 2,5 milioni di euro. Da segnalare, in particolare, tra i grandi progetti realizzati, la nascita della Casa Editrice Monte Università Parma Editore s.r.l., costituitasi come impresa strumentale della Fondazione Monte di Parma il 4 giugno 2002, grazie alla volontà congiunta della stessa Fondazione e dell’Università degli Studi di Parma, al fine di contribuire alla divulgazione della cultura attraverso la pubblicazione di libri, riviste, collane e di operare in qualità di University Press della stessa Università. Si tratta di un avvenimento culturale unico a livello nazionale, in quanto per la prima volta una Fondazione bancaria e un'Università hanno danno vita ad un progetto di produzione editoriale comune.

2003 Un anno cruciale per la Fondazione ed il Territorio della Provincia di Parma
L’anno 2003 va ricordato per una serie di eventi di straordinaria rilevanza per la Fondazione ed il Territorio di riferimento. Il 1° agosto viene convertito il decreto-legge 143/03 che sancisce la possibilità per le piccole Fondazioni con un patrimonio non superiore a 200 milioni di euro di non dismettere la partecipazione di controllo nella società bancaria conferitaria. La Fondazione Monte di Parma decide di avvalersi di questa possibilità e delibera di interrompere il processo di dismissione nella partecipata Banca Monte Parma S.p.A. continuando a mantenerne il controllo, nel rispetto degli obiettivi di autonomia e localismo che hanno visto, negli ultimi anni, un sorprendente sviluppo, sia geografico sia reddituale, della Banca.
Il 17 settembre scompare improvvisamente l’avvocato Walter Gaibazzi, presidente della Fondazione dal luglio del 1994, insigne giurista e uomo di profonda cultura.
Gli succede il dottor Gilberto Greci, imprenditore, già presidente dell’Unione Parmense degli Industriali. A fine settembre la Corte Costituzionale, dichiara in parte incostituzionale la riforma delle Fondazioni riconoscendo, tra l’altro, la loro natura privatistica e la loro sostanziale autonomia operativa. A metà dicembre viene assegnata a Parma l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, un momento storico per Parma e la sua provincia e per il Comitato promotore, di cui è componente anche la Fondazione Monte. L’anno si chiude in maniera drammatica con l’esplosione del crack Parmalat, le cui pesanti conseguenze economiche sulla società partecipata Banca Monte Parma S.p.A. vengono peraltro pressoché totalmente ammortizzate in sede dello stesso bilancio dell’anno 2003.

2004 La Fondazione chiude il suo tredicesimo esercizio
Con il 31/12/2004 si chiude il tredicesimo esercizio di attività della Fondazione che ha continuato a svolgere pienamente il proprio ruolo istituzionale perseguendo scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico, indirizzando la propria azione pressoché esclusivamente nel territorio di tradizionale operatività rappresentato dalla provincia di Parma. Pur operando in diversi settori rilevanti, la Fondazione ha mantenuto la sua forte specificità nel settore dell'arte e della cultura, promuovendo e valorizzando numerosi progetti attraverso le realtà di diretta emanazione (impresa strumentale Monte Università Parma -MUP- Editore, Museo Amedeo Bocchi e "Museo Glauco Lombardi. Maria Luigia e Napoleone: testimonianze"), le istituzioni partecipate (in particolare Fondazione Teatro Regio di Parma e la Fondazione Teatro Due) e le molteplici iniziative svolte nei più svariati ambiti culturali.

2005 La Fondazione e Banca Monte dei Paschi di Siena rinnovano i patti parasociali relativi a Banca Monte Parma.

Il 25 maggio 2005 la Fondazione Monte di Parma e la Banca Monte dei Paschi di Siena sottoscrivono il nuovo accordo concernente la Banca Monte Parma, che va a sostituire le precedenti intese del 29 giugno 1999.
La Fondazione Monte di Parma detiene direttamente il 50,47% del capitale sociale ordinario di Banca Monte Parma, mentre il Gruppo Banca Monte Paschi di Siena possiede il 49,27%.
L’accordo, della durata di cinque anni, rafforza le finalità delle precedenti intese consistenti nello stabilire un rapporto di collaborazione funzionale ed operativa tra le due parti e consente a Banca Monte Parma di proseguire il processo di consolidamento e sviluppo autonomo nel territorio di riferimento, costituito dalle provincie di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, anche attraverso l’utilizzo di servizi, prodotti e tecnologie resi disponibili dal Gruppo Monte Paschi di Siena.
Il rinnovo dell'accordo è scaturito sia da sinergie di carattere economico sia dalla comunanza di origini e storia che caratterizzano le due banche le quali, pur nella diversità delle dimensioni, e senza rinunciare al progresso e allo sviluppo, sono rimaste per secoli le gelose custodi del proprio radicamento ai rispettivi territori.

2008 Cambia la compagine sociale di Banca Monte Parma. La Fondazione aumenta la propria quota di partecipazione.

A fine ottobre si conclude positivamente l’avvicendamento nella compagine sociale di Banca Monte Parma, a seguito della decisione di Banca Monte dei Paschi di Siena di cedere la partecipazione del 49,27%. A fianco della Fondazione Monte di Parma, che aumenta la propria quota dal 50,47% al 68,74%, e di circa un centinaio di piccoli azionisti, che nel complesso detengono lo 0,26% del capitale sociale, entrano la Fondazione di Piacenza e Vigevano (15%), Banca Sella Holding (10%), CBA Vita (3%) e HDI Assicurazioni (3%). La definizione della nuova compagine sociale crea l’opportunità per un’ancor più importante fase di sviluppo di Banca Monte Parma, attraverso la realizzazione, tra l’altro, di un rapporto privilegiato con un soggetto simbolo della tradizione bancaria privata come il Gruppo Banca Sella – la cui capogruppo Banca Sella Holding S.p.A. acquisisce una partecipazione pari al 10% – e di una collaborazione con i partner assicurativi CBA Vita S.p.A. (3%) e HDI Assicurazioni S.p.A. (3%). L’ingresso in Banca Monte Parma della Fondazione di Piacenza e Vigevano (15%), istituzione di importante rilevanza in ambito culturale e sociale, fortemente presente nel tessuto locale, stimolerà Banca Monte Parma ad essere strumento di crescita al servizio dei territori di riferimento di Parma, Piacenza e Reggio Emilia. La Fondazione Monte di Parma, portando la propria partecipazione al 68,74%, conferma di credere fermamente nelle prospettive di crescita di Banca Monte Parma e di volerla connotare ancora più decisamente come banca di qualità del territorio, coniugando alla forte identità locale la capacità di offrire servizi e prodotti realizzati in sinergia con partner bancari e assicurativi di grande rilievo.
Il rinnovo dell'accordo è scaturito sia da sinergie di carattere economico sia dalla comunanza di origini e storia che caratterizzano le due banche le quali, pur nella diversità delle dimensioni, e senza rinunciare al progresso e allo sviluppo, sono rimaste per secoli le gelose custodi del proprio radicamento ai rispettivi territori.

 





il Bilancio del 2004







 


© copyright Fondazione Monte di Parma - Tutti i diritti riservati - mail: info@fondazionemonteparma.it